VINCITORE DEL PREMIO INTERNAZIONALE ¿EGI VOLTERRANI¿
Il romanzo si svolge nel 1922, nella bassa padana, e segue una linea narrativa semplice: l¿uccisione della bellissima e scandalosa figlia del signorotto locale. Colpevole è il fattore, mosso da invidia sessuale e sociale (quindi, si tratta a tutti gli effetti di un femminicidio ante litteram), ma dell¿assassinio viene incolpato lo ¿scemo del villaggio¿. Ragagnin dà voce alla nebbia, al fiume, al ponte, al cadavere della ragazza, a una ghiandaia, a una blatta; oltre al narratore, sono quindi i testimoni innocenti o le vittime a prendere la parola, a rispecchiare il male che alligna intorno a loro e contro di loro.
FINALMENTE ecco l'AUDIO LIBRO letto e interpretato dall'autore stesso
9788833861340
C¿era una volta, nella bassa padana, un pontescuro costruito con pietre, sangue e nebbia, in mezzo al vuoto dei campi.
Intorno al ponte, sulle due rive che annoda, sono sorti poi un castello, dove abitano da sempre i padroni, e un villaggio, Pontescuro, dove abita da sempre la malora. Ovunque intorno, la nebbia, antica e onnisciente.
Nel 1922, anno di marce e violenza, la bellissima Dafne Casadio, la figlia del padrone, viene trovata morta con un nastro rosso intorno al collo. La nebbia, il fiume, la ghiandaia, la blatta sanno chi è stato a stringere quel nastro rosso fino al buio; ma di tutte le anime che vivono a Pontescuro, sarà l¿unica innocente a essere accusata del delitto.
Pontescuro è il male dove abita l¿uomo. Pontescuro è una storia sul male che abita l¿uomo. Senza tempo, come la nebbia, senza ragione, come l¿assassinio, senza salvezza, forse, se non per chi il male non ha mai abitato.
Anonimo -